Manifestazione sui muri

71° anniversario della dichiarazione universale dei Diritti Umani

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Personale scolastico

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Boville Ernica – Con la manifestazione sui muri che si è svolta la mattina del 10 dicembre 2019, la scuola primaria e secondaria di primo grado di Boville Ernica hanno voluto ricordare una tappa importante nella Storia del secolo scorso: la caduta del Muro di Berlino, avvenuta nel novembre di trent’anni fa. Questa data ha assunto presto un valore epocale, perché non ha significato soltanto la fine della divisione delle due Germanie, quella dell’Ovest (di appartenenza occidentale) e quella dell’Est (sotto la sfera dell’Unione Sovietica), ma la conclusione della “guerra fredda” e, di conseguenza, il crollo delle ideologie che nei trent’anni precedenti avevano imprigionato il mondo in due sfere di influenze politiche.

Il messaggio dato nel corso della manifestazione agli alunni, nel giorno del 71° anniversario della dichiarazione universale dei Diritti Umani, è stato esattamente questo: con il Muro di Berlino finiva anche l’epoca della pace forzata, della pace che scendeva a patti con la paura dell’apocalisse atomica e nello stesso tempo cominciava un’epoca di libertà, di un’altra libertà: quella del mondo che voleva respirare un’aria nuova.

Centinaia di alunni della scuola dell’infanzia, le classi quinte della primaria e quelli delle medie si sono esibiti in drammatizzazioni, poesie, letture ed uno spettacolare flash mob all’esterno della scuola “Armellini”, coordinati dai loro insegnanti.

Ospiti dell’evento il sindaco di Boville Enzo Perciballi, l’assessore alla cultura Anna Maria Fratarcangeli, don Pawell, l’avvocato Luffarelli e i presidi Silvano Striato e Nisia Bianchi.

Il Dirigente Scolastico Prof. Giacomo La Montagna, nel suo intervento, ha ricordato ai presenti il rilievo della scuola nel trasmettere il messaggio “del primo articolo della dichiarazione dei Diritti Umani, che racchiude tutta l’importanza e il senso della giornata di oggi – ha affermato il Dirigente – Tutti gli esseri umani nascono liberi in dignità e diritti. L’ascolto, la tolleranza sono valori fondamentali per apprezzare la diversità che a scuola diventa inclusione”.

Nessun alunno sarà lasciato indietro, ingabbiato dai muri della violenza, del bullismo. Concetti ribaditi dal vicario del Dirigente, la prof.ssa Nunzia Scarano, il 10 dicembre nel 71° anniversario della dichiarazione dei Diritti Umani, legata a Boville da un filo rosso al 9 novembre scorso, la giornata di mobilitazione contro i muri.  “Noi siamo una piccola parte del mondo – dice la prof.ssa Scarano – l’orizzonte in cui ci muoviamo è quello della Educazione e la professione docente è una grande risorsa per la trasformazione della società, per aiutare i giovani a crescere e a diventare cittadini responsabili per un mondo migliore”.

Questo percorso intrapreso già da qualche anno dall’Istituto Comprensivo Boville Ernica, sulla Cultura dei Diritti Umani, si inserisce dentro l’impegno che la Scuola Italiana si è prefissata dal prossimo anno, per il curricolo verticale di Educazione Civica, di Educazione alla Cittadinanza Attiva, per cui quello dei docenti diventa un percorso di ricerca/azione, dove gli insegnanti sono dei ricercatori, degli intellettuali sociali, che educano ai Diritti Umani, ( la parola Educere in latino significa “tirar fuori” e “guidare fuori”).

Oggi viviamo un profondo cambiamento, siamo nella cultura dello scarto, dell’individualismo: non possiamo fermare il tempo, ma possiamo investire nel tempo per educare nel modo giusto, per educare a diventare più umani, per andare verso un futuro migliore; per educare ci vuole un villaggio, il villaggio dell’Educazione, un villaggio globale che non ha Muri, ma è aperto, è un laboratorio di relazioni in cui trovare le convergenze per imparare a superare le fratture, le diversità, di cultura, di religione, e mettere al centro la persona, non solo a scuola , ma ovunque.

Siamo tutti fragili, tutti abbiamo bisogno di cure, occorre prendersi cura di se stessi, degli altri e dell’ambiente , vogliamo essere una scuola che elabora la Cultura della Cura, che deve essere portata nella comunità, creando buone pratiche e coinvolgendo il Territorio, per arrivare insieme al Programma Mondiale di CITTADINANZA 2030, un grande programma per un patto educativo globale, che condivide gli Obiettivi di Sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 sottoscritti il 25 settembre 2015 dai Capi di Stato di tutto il mondo.

“La scuola – spiega la prof.ssa Scaranoha aderito al Programma Cittadinanza 2030, che vedrà l’avvio ufficiale in occasione della Marcia PerugiAssisi per la pace e la fraternità dell’11 ottobre 2020, a cui parteciperemo per la seconda volta. Dobbiamo partire dal luogo in cui abitiamo, dalle città in cui viviamo: è qui che i nostri Diritti e le nostre Responsabilità si mettono in gioco. E’ qui che insieme con la scuola dobbiamo educarci ed educare al rispetto e alla promozione dei Diritti Umani. È qui che dobbiamo investire sui nostri giovani e sulla loro capacità di essere in consapevolezza e responsabilità come cittadini del mondo. È qui che possiamo aprire veri e propri cantieri di Pace, e’ proprio da qui che partiremo per la prossima Marcia Perugia Assisi del 11 ottobre 2020. Per questo abbiamo deciso di aderire il 10 dicembre alla seconda edizione della Giornata internazionale dei Diritti Umani, e di mobilitazione contro i muri della vergogna. Ma non è che l’inizio. Se i muri sono diventati un problema così grande, non basterà l’impegno di un giorno, o solo della Scuola; nel ringraziare sentitamente tutti coloro che hanno aderito a questa Giornata, che hanno dato il loro importante contributo, tutti gli alunni, i docenti, i genitori, il D.S., l’Amministrazione comunale, facciamo questo dono al Sindaco, e per suo tramite, all’intera Comunità, in segno di alleanza per l’intento di impegnarci a costruire un mondo senza Muri, una fraternità universale e solidale, in cui ognuno possa agire verso gli altri in spirito di fratellanza e sorellanza”.

Oltre che essere un messaggio di profonda civiltà e di profonda umanità, per gli alunni è stata anche una lezione di pedagogia: educare alla libertà di tutti, alla diversità di opinioni e, soprattutto, al rispetto degli uni con gli altri. Il valore morale di questa ricorrenza, dunque, ha avuto il potere di porre all’attenzione degli alunni – e della comunità scolastica in senso più largo – il tema della tolleranza che assume le forme del dialogo. Insegnare il dialogo agli alunni è come recepire la lezione della caduta del Muro di Berlino, recepirla nella sua dimensione più autentica e sincera: quella di una palestra in cui allenare l’umanità del futuro.

 

Paola Di Scanno
Sacha Sirolli